Interventi

Concetto Bosco

Caro Rosario,

Ti ringrazio intanto per avermi invitato a questo momento di incontro e di riflessione volto a raccogliere eventuali idee e contributi proposte pensieri che possono contribuire a ridare slancio alla citta’ di Acireale.

Mi dispiace non potere pero’ intervenire personalmente a causa di alcuni impegni precedentemente presi.

Alla Tua richiesta pero’ non posso pero’ sottrarmi perche verrei meno al mio spirito di “acese” autentico che ama questa citta’ e che langue ogni qual volta ben altre realta’, con meno storia con molta meno tradizione, e sicuramente molto meno dotate e meno fortunate dal punto di vista geografico e paesaggistico si affermano.

In sintesi le mie riflessioni abbozzate e senza pretesa di verita’ ma spero utile spunto di discussione. Riflessioni che si basano sul presupposto dell’utilizzo e “sfruttamento” delle naturali e storiche vocazioni del nostro territorio, e cioe’ tre idee.

FORMAZIONE: una storia didattica gloriosa nei collegi – una volta – piu’ importanti della Sicilia. Perche’ non pensare a una rifondazione di questa tradizione perduta, una Universita’ un centro studi di eccellenza in qualsiasi campo (medicina, agrumicoltura..) magari tramite il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati tramite una fondazione. Un esempio significativo e sicuramente riuscito e’ l’esperienza dell’Universita’ Kore di Enna. Si sono inventati la quarta universita’ di Sicilia dal nulla, con gia’ migliaia di studenti e decine di docenti, con ricadute notevolissime sul territorio storicamente depresso quale quello ennese. Una volta l’esodo era coi pulmann Enna Catania ora e’ al contrario centinaia di studenti la mattina fanno l’inverso Catania Enna. Il segreto una volonta’ forte e condivisa da parte di tutte le forze sociali politiche della citta’.

UNA INFRASTRUTTURA VARIANTE ALLA SS 114 A MONTE DELLA CITTA’: nella mia personale esperienza di lavoro ho visto spendere risorse importantissime in interventi stradali di ANAS in zone davvero remote sol perche c’era una una fortissima volonta’ politica. Ora pensare – perche no – ad una variante a monte della litoranea nel tratto compreso tra l’hotel Orizzonte e Capo Mulini libererebbe la litoranea stessa dalla morsa del traffico di auto e mezzi pesanti rendendola una strada praticamente urbana attrezzata, collegata in piu’ punti col centro citta’ e con un carattere certamente piu’ pedonale. Oggi la litoranea separa la citta’ dal suo panorama e dalla riserva della Timpa domani con questa infrastruttura la unirebbe davvero.

SISTEMA INTEGRATO DEI PORTI: Acireale ha una grande ricchezza sottoutilizzata 5 approdi a servizio praticamente esclusivo della piccola marineria locale. Le imbarcazioni importanti – con la economia che portano a bordo – rallentano alla vista di Acireale e vanno oltre o a Riposto o a Catania. Allora perche’ non pensare ad un piano integrato per la gestione unica delle 5 infrastrutture dislocando – a secondo di dove – da una parte aree tecniche da un altra solo approdo per piccole imbarcazioni da un altra parte le imbarcazioni piu’ importanti. A corredo dell’offerta ci sarebbero dei marina riqualificati con residenze con alberghi modulati per utenze di livello differenziati fino ad arrivare al lusso. A parte la sistemazione e l’arredo conseguenti dei siti e delle aree circostanti ci sarebbero delle importantissime ricadute in termini di sviluppo economico e di occupazione. Si potrebbe in definitiva preparare un piano integrato ipotizzando un cofinanziamento pubblico privato da gestire col sistema del project finance. L’abbiamo gia’ sperimentato noi con successo nella iniziativa del porto di Marina di Ragusa dove da un piccolissimo ed insicuro approdo si e’ realizzato un porto hub da 1000 posti barca e dove abbiamo potuto constatare un importante effetto volano economico e occupazionale. Cosi anche Acireale recupererebbe e rilancerebbe in termini moderni le sue tradizioni e vocazioni marinare .

Sperando di non avervi annoiato e invitandoTi a considerarle alla stregua – spero utili – di spunti di riflessione Ti auguro per la giornata di oggi buon lavoro e Ti saluto cordialmente.

Concetto Bosco

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Salvo Filetti

La città della gioia (tratto dall’omonimo intervento che sarà presto pubblicato in una collettanea di scritti)

A volte per conoscere e vedere al meglio casa tua è utile frequentare anche le case degli altri, perché quasi in modo spontaneo, emerge, accantonato il “giudizio”, il “credo” dei padroni di casa. Al di là delle parole, infatti l’estetica, il modo in cui viene organizzata, decorata e ritualizzata la casa materializza la coscienza di chi la abita. Ed è affascinante leggere come nei primi secondi, più che vedere “gli altri”, vedi forse meglio te stesso e la tua diversità. Funziona così, anche quando viaggi e visiti una città. Fra quelle che mi hanno “toccato”, una mi ha formato più delle altre, Castelldefels, sconosciuto paesino a buona parte di noi, a pochi chilometri da Barcellona nella vicinissima Spagna. Non un posto vip, trend o modaiolo… e senza architetture storiche significative, solo mare e dalle qualità “normali” non Sardegna o Maldive. Eppure noi cinque, famiglia numerosa la mia, subito ci siamo sentiti bene, c’era qualcosa in più di ciò che ci aspettavamo. Era forse, la possibilità di fruire di trenta chilometri di spiaggia senza stabilimenti, lidi, case sul demanio e vari abusivismi, rastrellata e pulita tutte le mattine, come un immenso lido per tutti? Era vedere la polizia che di routine con motorette da sabbia, controllava il rispetto della spiaggia pubblica? Era la presenza di servizi, docce, anche calde, croce rossa e quant’altro potesse dare conforto per tutti organizzati con ritmicità di venti metri? Non so, o forse lo so! Mi ha colpito profondamente, la presenza di una passeggiata che accompagnava e separava la spiaggia dalla strada per trenta chilometro, unendosi a quella delle altre cittadine, come se tutte fossero unite da un’idea comune. Una passeggiata organizzata come luogo di condivisione e di benessere\bellessere, in un susseguirsi “naturale” di servizi ricreativi, palestra, attrezzi in legno a cielo aperto e rampe con dossi compresi, per gli amanti dello skateboard; tavoli per giocare a scacchi, teatro a cielo aperto, boschetti, pista ciclabile, ristorantini diversi, ma codificati da un filo conduttore strutturale ogni 300, 400 metri. In qualsiasi ora del giorno e della notte “s’incontrava” gente che correva, giocava, leggeva… condivideva. Ho incontrato la Bellezza come sublimazione della normalità.

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Orazio Maltese.

Clicca  qui per il testo dell’intervento (Orazio Maltese)

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Giuseppe Ferlito.

Clicca qui per il testo dell’intervento (Giuseppe Ferlito)

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Marcello Bonaventura

Clicca qui per il testo dell’intervento (Marcello Bonaventura). Clicca qui per il video sul tema pubblicato da Fancity.

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Giovanni Continella

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Luciano Privitera

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Chiara Cortegiani

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Silvio Cavallaro e Salvo Leonardi (Lions Club Acireale)

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Fabrizio Leotta (ADOCEC)

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Fidapa

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Kiwanis

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L’Inchiostro (periodico)

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Giuseppina Leotta

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Alberto Scandura

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