Nota di commento

La nota di commento, redatta nel giugno 2010 dal responsabile del comitato Lions (anno sociale 2009-2010), esprime le opinioni personali dell’estensore e non riflette necessariamente la posizione ufficiale dei cinque club services che hanno organizzato l’iniziativa.

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I numeri sembrano dar ragione a chi ha voluto l’iniziativa “…per l’economia di Acireale”.

Cinque club service mobilitati per organizzare una iniziativa che si è svolta in due tempi: la conferenza delle idee il 6 marzo e la conferenza dei progetti il 26 giugno, entrambe ampiamente partecipate da un qualificato pubblico di giovani e di professionisti.

Venticinque proposte, idee, suggerimenti e provocazioni che sono stati raccolti durante e dopo la conferenza delle idee, anche attraverso il sito.

Undici schede-progetto a cui hanno lavorato ventuno professionisti in rappresentanza dei diversi club organizzatori.

Oltre 2.500 contatti in 120 giorni di operatività del sito www.economiadiacireale.it .

Un dettagliatissimo report sull’economia di Acireale, forse il più completo ed aggiornato oggi disponibile.

Undici politici, tra amministratori locali e rappresentanti istituzionali, coinvolti nella fase di discussione dei progetti.

In pochi mesi, da quando è maturata, all’interno del comitato “Cultura d’impresa e attività occupazionale” del Lions Club, l’idea, estesa poi a tutti i club services, di avviare un ampio dibattito sul futuro della città voluta dagli acesi, si è prodotta una gran mole di lavoro, di proposte, di idee che, è giunto il momento opportuno, va riorganizzata, approfondita e organicamente inserita in un disegno complessivo di rilancio dell’economia cittadina.

Non sono più sufficienti l’amore e la passione con cui gli acesi immaginano il futuro della propria città, soprattutto per garantire un futuro diverso alle nuove generazioni. Non sono più sufficienti dedizione e competenza con cui le diverse questioni in ballo vengono argomentate, dibattute e affrontate. Adesso è tempo di agire, di attivare progetti cantierabili, di contribuire energicamente al rilancio di Acireale, rinsaldando la cerniera fra società civile e classe politica che, in altri momenti, ha dato lustro alla città delle cento campane.

Oggettivamente, la situazione generale non è delle migliori. Acireale, come tante altre grandi città del Mezzogiorno che non sono capoluoghi di provincia, vive il presente tra luci e ombre, più le seconde che le prime. Il quadro economico generale segnala, a tutti i livelli, elementi di debolezza: cresce la disoccupazione giovanile; è lentissimo il flusso di nuovi investimenti; nascono meno imprese di quante ne escano fuori dal mercato; si perdono presenze ed arrivi nel turismo. Ma, ed è forse questo l’elemento più preoccupante, l’economia cittadina perde progressivamente identità, e non si capisce, allo stato delle cose, se ci sia un settore di attività che, rispetto ad altri, contraddistingua l’immagine e la fisionomia di Acireale.

Dunque, è il momento di agire tempestivamente, per evitare che la città delle cento campane perda  competitività sul mercato e rispetto a territori limitrofi che, seppur in modo disordinato, sono cresciuti considerevolmente negli ultimi anni, generando ricchezza, occupazione e valore aggiunto.

Forza e coraggio, dunque!

Rosario Faraci

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