Commenti

Questa sezione è stata dedicata ai commenti, in modo da arricchire di nuove idee e proposte il dibattito sul rilancio dell’economia cittadina.

  1. #1 by salvolongo on 04/03/2010 - 18:30

    Caro Saro,

    purtroppo il sabato mattina lavoro e non mi è stato possibile partecipare all’incontro che avete organizzato.
    In qualche modo però vorrei contribuire al dibattito e al confronto.
    Secondo me Acireale deve sviluppare la sua vocazione turistica culturale: potenzialmente possiede enormi risorse in tal senso: barocco, mare, Timpa, Chiazzette, collina, arte, biblioteca Zelantea, Opera dei Pupi, Carnevale, Terme, Presepe settecentesco, cucina, etc.
    Occorre lavorare per farla inserire ufficialmente in determinati giri turistici: tour operator, viaggi d’istruzione, tour culturali, etc. Dovrebbe diventare tappa ufficiale di turisti di navi da crociera che sbarcano a Catania. Potrebbe agganciarsi al turismo congressuale catanese per essere inserita come posto assolutamente da visitare per chi viene a CT per partecipare ai vari congressi. A Ct, per es., vorrebbero tentare di allargare l’invito alle famiglie dei congressisti: così mentre il professionista partecipa al convegno, il resto della famiglia si gode la città etnea. Aci potrebbe essere un altro vicinissimo polo d’attrazione.
    Insomma dovremmo cercare di attirare i turisti e tenerli per qualche giorno per rivitalizzare alberghi, ristoranti, locali, negozi, etc. Addirittura le tante case sfitte che gli acesi possiedono potrebbero essere riaperte e affittate a chi viene a visitare la città.
    Scusa queste frettolose, confuse e ovvie considerazioni ma ritengo che Aci potrebbe diventare una delle città siciliane più appetibili turisticamente.
    Tienimi aggiornato sul futuro dell’iniziativa e dimmi pure se posso contribuire nel mio piccolo a livello giornalistico.
    Ti abbraccio e sempre forza Acireale!!!!!
    Salvo Longo

  2. #2 by salvo zappala on 07/03/2010 - 13:57

    Agli organizzatori, grazie per aver dato alla città questa opportunità.

    Al paese Italia ed in particolare alle regioni del Sud restano pochi comparti produttivi da sfruttare, tra questi l’agricoltura ed il turismo con lo sfruttamento sistematico dei beni culturali. Ormai la produzione di tipo manifatturiero si sta spostando velocemente ed inesorabilmente verso il Sud-Est asiatico del nostro mondo. Principale ragione della crisi economica europea. La ricchezza viene dalla produzione di bene i servizi.
    Il Turismo dunque il comparto economico su cui puntare. Abbiamo un’offerta ricettiva adeguata e variegata. Acireale ha un territorio d’inestimabile valore – spesso non ce ne rendiamo conto, ma chi ha viaggiato in giro per il mondo ha una comprensione piena di ciò che qui abbiamo.
    Purtroppo in quest’ultimo trentennio abbiamo smarrito il senso organizzativo e la cultura della bellezza che gli italiani hanno in se più di qualsiasi altro popolo.
    Dobbiamo sviluppare quel senso civico che noi gente del Sud non abbiamo ancora interiorizzato. Ora si può! Il degrado ha pervaso e condizionato la capacità di programmazione. Ma più in basso di così non possiamo scendere, possiamo quindi aspettarci a breve un periodo di “rinascimento”. Un momento in cui la gente responsabilmente esprimerà nuove classi dirigenti.
    La mia ricetta si basa sulla programmazione ovvero capacità di progettare. Le risorse umane ci sono. Quelle finanziarie arriveranno se disporremo di progetti “cantierabili”, cioè non campati in aria.
    Primo punto creare un gruppo di progettazione mettendo in gara gruppi di architetti per disegnare un piano di sviluppo urbanistico tendente essenzialmente a rendere accogliente e bella la nostra città.
    Le altre professionalità, ingegneri, geologi, dottori commercialisti etc. renderanno gli architettonici esecutivi ai fini della cantierabilità e sostenibilità finanziaria.
    Costituire un associazione pro Acireale, aperta a chiunque voglia offrire il proprio contributo. Un esecutivo scelto tra i principali attori della società civile darà le linee guida ai gruppi di progettazione costituiti e riconosciuti. Indire dunque un bando per raccogliere i progetti che l’associazione affiderà al Sindaco ed al Consiglio comunale affinché non rimangano solo progetti.

    attività realizzabili con poco e propedeutiche alla missione “fare turismo ad Acireale”:
    1. chiudere al traffico buona parte del centro cittadino – qualche sacrificio all’inizio ma presto Acireale diventerebbe un’attrazione non solo per i turisti ma anche per gli abitanti del comprensorio. Ovviamente realizzando i parcheggi sotterranei in un numero adeguato.
    2. raddoppiare la capacità del parcheggio Cappuccini. Trasformare il campo di calcio in un vitale centro commerciale all’aperto con sottostante stazione della metropolitana, stazione dei bus – un punto nevralgico per addentrarsi in città – mettendo a disposizione bici e auto elettriche pubbliche.
    3. restituire alla pubblica fruizione la splendida spiaggia di Santa Tecla attrezzandola per i turisti, creare altre aree attrezzate nei borghi marinari del comune. I lidi con le cabine sono anacronistiche, servono a pochi ed allontanano il turismo.
    4. creare una cultura turistica cominciando dalle scuole elementari e ricorrendo alla pubblicità progresso per i più grandi.
    alcuni sogni:
    1. interrare la ss 114 all’altezza del rifornimento esso fino al rifornimento agip. integrando alla città il suggestivo borgo di S. Caterina, collegando l’antico e pittoresco quartiere del Suffragio al parco della Timpa. Realizzare degli ascensori inclinati in mezzo al verde per rendere più agevole l’accesso a S. Maria la Scala – sfruttare la riserva della Timpa per il trekking nei diversi sentieri naturalistici.
    2. creare una promenade dalla Gazzena fino a St Tecla a mezza costa, un percorso lastricato a pietra e suggestivamente illuminato da percorre alla luce della luna tale da far accorrere migliaia di turisti.
    3. un porticciolo turistico in quella grande depressione di fronte l’ingresso del St Tecla Palace – scavare un canale che consenta l’accesso di piccole imbarcazioni da diporto
    4. intercettare fonti d’acqua termali più consistenti – Modificare la legge regionale che dà l’esclusiva di gestione delle acque alla Regione, affidandola ai privati albergatori. (modello Ischia o Abano)
    5. attuare il piano del paesaggio, siamo uno dei pochi comuni ad averlo già approvato questo facilità il ricorso alla finanza pubblica dei fondi strutturali europei.
    6. Creare il distretto distretto interprovinciale tematico termale per il rilancio delle terme.
    7. Far riconoscere alla Regione Sicilia il distretto turistico Etna Coast. Abbiamo già costituito l’associazione “terre di Aci” . Otto Comuni della riviera jonico-pedemontana hanno formalmente aderito. Ancora altri 4 comuni e potremmo essere riconosciuti ai fini della legge 10 del 2005.

    Acireale, 6 marzo
    2010 Salvo Zappalà
    Dimsi investimenti e turismo srl

  3. #3 by Giovanni Tringali on 11/03/2010 - 20:10

    A mio parere per rilanciare il turismo ad Acireale occorrono meno conferenze e più fatti concreti. Mi spiego meglio; non basta solo parlarne (anche se è sempre utile) quando un turista scende dal treno in aperta campagna e, bene che vada, non viene avvicinato da brutti ceffi che gli danno il benvenuto. Non basta solo parlarne se chi si avventura nella Timpa per fare un trekking naturalistico non trova nessun cartello turistico che descriva la grande risorsa rappresentata da questa singolare emergenza geostrutturale che veramente sarebbe bene descriverne il significato e, bene che vada, non torna graffiato dai rovi. Non basta parlarne se in città manca quasi del tutto la segnaletica turistica, le chiese sono per la maggior parte chiuse e così pure i negozi la sera d’estate al contrario di quanto avviene nelle città a vocazione turistica. Non basta solo parlarne se nella città di Acireale non esistono musei e le Terme sono diventate l’emblema dell’abbandono (lo dico io che ci ho lavorato per 5 anni). Potrei continuare a lungo ma mi fermo qui per brevità. Come si prepara Acireale quest’anno ad affrontare la stagione turistica? Eppure vi sono tutte le carte in regola per indurre un turismo scientifico culturale oltre che residenziale con assi nella manica che non ci sappiamo giocare. Il motivo a mio parere sta nella mentalità degli acesi di non credere alle risorse della città… risorse umane, paesaggistiche, ambientali, architettoniche, culturali. A mio parere il carnevale è una bellissima manifestazione ma, allorquando dovesse richiamare milioni di persone, non basta a consolidare il turismo. Il turismo stabile non si basa mai su manifestazioni di pochi giorni ma su servizi, fruibilità e attrattive che oggi mancano nella nostra città. Forse pochi sanno che in Acireale presso l’I.R.M.A. esiste un museo di vulcanologia di grande pregio tanto da essere visitato dal liceo scientifico di Grosseto (lo ammirano solo gli utenti dell’Istituto e per me questo può già bastare) e forse neppure conoscono che afferisce presso l’Istituto numerosa utenza proveniente da fuori regione. Questo è solo un esempio di come da un semplice laboratorio clinico diagnostico attraverso il percorso dell’eccellenza si può realizzare un istituto di rilevanza nazionale. Sono a disposizione per l’apporto seppur minimale che potrei dare allo sviluppo di Acireale, bellissima Città purtroppo non adeguatamente valorizzata. Però più che le chiacchiere servono i fatti: perché non si comincia a creare un comitato di persone che possano interloquire con gli amministratori a qualsiasi livello per potere far si che le idee possano trovare concreta realizzazione e non rimanere solo idee?. Solo quanto l’idea si concretizza si fa altri menti si pensa ed il pensiero fa parte del patrimonio umano ma non promuove il turismo. Con simpatia e auguri di buon lavoro, Giovanni Tringali

  4. #4 by Benedetto Puglisi on 29/03/2010 - 07:37

    Colgo l’occasione per complimentarmi per l’ottima iniziativa che potrebbe e dovrebbe, a mio parere, essere replicata anche nel più ampio contesto provinciale. Relativamente alla proposta, di seguito riporto quanto ho già evidenziato durante l’incontro del 6 marzo.

    Per favorire lo sviluppo turistico del territorio si rende necessario un approccio di marketing territoriale unitario e condiviso tra gli attori di Acireale. A tale proposito nello studio condotto nel 2007 dal Dipartimento Impresa, Culture e Società della facoltà di Economia di Catania, dal titolo “Report sulle attività propedeutiche alla realizzazione delle azioni essenziali del PIT 30: Analisi del mercato turistico ed economico del territorio del PIT 30” è stato ipotizzato un modello progettuale di sviluppo del territorio, costituito da tre principali linee guida/azioni di intervento, denominato per l’appunto “Modello ACI”:

    1. Aggregazione graduale per differenti livelli all’interno del territorio tra operatori locali appartenenti a settori economici complementari e Pubblica Amministrazione (esempio modello Centro Turistico Commerciale Naturale).

    2. Condivisione tra gli attori locali di obiettivi, strategie e azioni unitarie e scelta/integrazione con aree territoriali omogenee (Distretto Turistico) sulla base della competitività del prodotto territorio, della programmazione e delle progettualità espresse dai potenziali e futuri Distretti.

    3.Interazione con gli operatori internazionali e i mercati esteri di provenienza della domanda turistica attraverso azioni concrete e mirate di promo-commercalizzazione del prodotto territorio.

  5. #5 by Orazio Maltese on 30/06/2010 - 15:47

    Le analisi fatte sulla situazione economica di Acireale sono certamente apprezzabili, così come le proposte che sono scaturite dai lavori di alcuni professionisti vicini ai club services; forse si poteva dare spazio alle proposte “laiche” che emergevano dalla societa’ civile.
    Nel secondo appuntamento di sabato 26/6/2010, nel quale sono stati presentati i progetti, a mio modesto avviso non si è riusciti a disegnare un modello di città che vorremmo o che sarebbe auspicabile progettare per creare le condizioni ambientali migliori affinchè Acireale ridiventi vivibile prima per i suoi cittadini e poi per i turisti. Questo non è emerso. Una città a vocazione turistica deve edificare ed urbanizzare in maniera armonica senza devastare il territorio, creando quartieri esteticamente gradevoli e funzionalmente fruibili con servizi, parchi, centri di aggregazione, ecc.
    Le relazioni dei politici intervenuti sono stati di bassisimo livello, nessuna proposta concreta di ampio respiro, soprattutto nessun impegno per cambiare registro rispetto ad una situazione gravissima di degrado urbano e sociale, caos veicolare, inesistente manutenzione del verde, nessuna attenzione per i giovani, per le esigenze degli anziani e dei bambini.Nessuna iniziativa per valorizzare il nostro patrimonio monumentale, ambientale e culturale. In queste condizioni quale turismo è possibile promuovere? Si è privilegiato finora il sacco del territorio, il ridimensionamento dei servizi, è quasi inesistente il controllo ed il governo del territorio. I cittadini desiderano una città pulita, piena di verde e di spazi ove incontrarsi e passeggiare, con un servizio di trasporto pubblico puntuale e adeguato ( non servono parcheggi sottorranei sotto il Duomo o Piazza Europa, non è necessario che i cittadini entrino in Cattedrale a bordo dell’auto! Via Etnea a Catania, è lunga 5 volte il nostro centro storico eppure gli acesi la percorrono a piedi in lungo ed in largo; non si capisce perchè percorrere qualche centinaio di metri ad Acireale è diventato problematico. I parcheggi, semmai, si edificano in periferia, e tramite servizio di trasporto pubblico, che libera le strade da caos e miasmi, le persone vengono accompagnate a destinazione. Non c’è bisogno di essere urbanisti per sognare una città migliore, a misura d’uomo, basta recarsi nelle città italiane dove le classifiche mondiali le indicano ai primi posti per qualità della vita, e notare come sono organizzate. In ultimo occorre avere, da parte dei politici, amore per la città ed interesse per il bene comune! Quello che finora è palesemente e drammaticamente mancato.

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